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Che sarebbe stata una serata emozionante lo sapevamo. C’erano tutti i presupposti e, la risposta avuta nei giorni precedenti all’evento, lo avevano confermato.

Non avevamo previsto, però, il pathos che, sabato 21 novembre, ha trascinato tutti coloro che hanno partecipato allo spettacolo teatrale “Come d’autunno sugli alberi le foglie”, della compagnia G&CO in omaggio al centenario della Grande Guerra presso al Teatro Remondini di Bassano del Grappa.

 

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Difficile descrivere le emozioni provate nel corso di una serata densa di testimonianze, interventi interessanti ed, infine, grazie ad uno spettacolo che ha sorpreso per la schiettezza semplice delle nostre genti, che ci ha fatto diventare soldati, padri, madri, fanciulli, medici, infermiere, osti.

Tutti ci siamo immedesimati nei personaggi che si intervallavano sul palco. Abbiamo vissuto Angelo e la sua famiglia, abbiamo lottato e curato e sostenuto, e pianto. Siamo stati compagni, amici e nemici.

Come se una strana, ma non inedita, associazione di eventi legasse noi, qui, in questo 2015 che volge al termine, alle vicende di chi 100 anni fa, ha visto i figli partire e non tornare, ha vissuto lo smarrimento di un’esistenza senza certezze, è stato profugo, e ha accolto profughi.

Prima dello spettacolo, una brava e coinvolgente Cinzia Zuccon, ha moderato una bella introduzione di quello che avremmo visto, intervistando il nostro presidente Massimo Bernardi e  Ruggero Dal Molin, che ha avuto un ruolo prezioso nella realizzazione del calendario 2016 di B2A titolato “12 sguardi dentro la memoria” e ci ha raccontato le motivazioni in merito alla scelta dei 12 scatti inediti oggetto del calendario.

 

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Lo spettacolo, lo ripetiamo, è stato sorprendente. Uno spaccato di vita che ci sembrava così lontana, diventata così vicina, così attuale. Difficile non associare quelle vicende con qualche storia raccontata dai nostri nonni e, purtroppo, con una ben più preoccupante valutazione dello scenario internazionale che stiamo vivendo oggi.

Eppure il messaggio è stato di speranza.

Non solo il racconto di vicende tragiche, che hanno cambiato per sempre il mondo, ma la voglia di andare avanti, di buttare il cuore oltre la trincea, oltre quel filo spinato che vorrebbe chiuderci nella paura e nella celebrazione, sterile, se non accompagnata dalla consapevolezza che ogni uomo continua a vivere nel ricordo di chi lo ricorda.

 

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Ed è stato questo il senso della serata.

Speranza e apertura verso l’altro, due sentimenti che hanno accomunato tutti al termine dell’evento, e che ha avuto un’espressione tangibile, nell’abbraccio finale, chiesto e ben accolto.

 

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“12 sguardi dentro la memoria”: l’omaggio B2A al centenario della Grande Guerra

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